Pavimentazione interna

RIFACIMENTO DELLA PAVIMENTAZIONE INTERNA NEGLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA

Il rifacimento della pavimentazione interna, viene eseguito di solito, insieme ad interventi un po’ più complessi, di tipo manutentivo straordinario o di ristrutturazione edilizia. In questo caso, ci limitiamo al singolo intervento di rifacimento della pavimentazione escludendo gli ambienti w.c..

L’informazione sta alla base di ogni intervento manutentivo, quindi, oltre a sfogliare qualche rivista d’arredamento e di materiali edili, sarebbe opportuno avere una prima idea, sulla tonalità da impiegare (scura/chiara), indipendentemente dalla scelta del materiale (ceramica, gress, legno (parquet), ecc…).

Come per la tinteggiatura, anche nella pavimentazione la tonalità del colore, dovrebbe entrare in simbiosi, con quella della tinteggiatura e con quella degli arredi. Nella maggior parte dei casi però, difficilmente si sceglie una pavimentazione in funzione della tinteggiatura o degli arredi già presenti, quindi, sarebbe opportuno poter conciliare il più possibile questi due fattori.

Esempio: il rifacimento della pavimentazione interna, con una tonalità molto chiara, valorizzerebbe una mobilia, con tonalità più scure ed una tinteggiatura con tonalità intermedia. Il rifacimento della pavimentazione, con una tonalità più scura, andrebbe bene con una tinteggiatura più chiara ed una mobilia con tonalità molto scura. La scelta della tonalità, prescinde dalla scelta dei colori, che sono intrinsechi al gusto di ognuno di noi.

TIPOLOGIE DI PAVIMENTAZIONE

– piastrelle (ceramica monocottura e bicottura – grès a tutta massa – grès porcellanato)

– parqet (prefinito multistrato – massiccio senza incastro – massiccio con incastro)

– laminati

Piastrelle in cotto

La piastrella più comune, appartiene alla tipologia dei semilavorati e la figura professionale che si occupa della messa in opera, viene chiamato “piastrellista”. Si ottiene, fin dalle sue antiche origini, dall’impasto di varie tipologie di argille e sabbie quarzifere. Portate ad una determinata temperatura (in media 1100° c.), si solidificano, dando vita alla classica piastrella che può essere di forma quadrata rettangolare pentagonale ecc…

La piastrella, può essere sottoposta a monocottura o a bicottura. Nella monocottura tutto il processo consiste, nel portare la piastrella già smaltata, ad una temperatura che oscilla tra i 1000° C. e 1200° C. in un’unica infornata. Con questa tecnica, si ottiene un prodotto molto resistente ed è più usata (in base alla porosità) per pavimentazioni interne ed esterne. La bicottura invece, consiste nel sottoporre la piastrella a due infornate la prima, con la sola componente argilla, la seconda con la smaltatura. Con questo tipo di tecnica, si ottiene un prodotto meno resistente fisicamente e meccanicamente e viene adoperato più che altro nei rivestimenti laterali.

Le piastrelle in cotto dopo la lavorazione, non saranno mai conformi allo spessore dichiarato. La loro tolleranza, alquanto minima, è dichiarata nel lotto di piastrelle, con una lettera alfabetica, in riferimento al calibro dichiarato nel lotto stesso. Per quanto concerne l’abrasione, è misurata in PEI, ed i valori vanno da 0 a 5 e stanno a indicare, la resistenza dello smalto al calpestio, allo spostamento di mobili o di macchinari, senza perdere le caratteristiche estetiche originali. Infine, un’altra caratteristica è la capacità di attrito della piastrella, cioè la resistenza allo scivolamento di un corpo, ed è determinata dal trattamento delle superfici in fase di lavorazione.

Piastrelle in grés porcellanato a tutta massa

E’ un tipo di piastrella priva di smalto, ottenuta mediante un processo di vetrificazione e pressatura, ed asseconda del tipo di impasto si ottengono svariate colorazioni. Ha un’ottima resistenza fisico meccanica ed è quasi nullo, il tasso di assorbimento d’acqua. Il suo costo però è superiore alla tipologia con smalto, questo a motivo per il quale, non possono esserci imperfezioni nell’impasto, correggibili con una smaltatura.

Piastrelle in grés porcellanato smaltato

E’ un tipo di piastrella, ottenuta con un processo simile alla monocottura. Ha più o meno, le stesse caratteristiche di resistenza ed impermeabilità, rispetto a quella a tutta massa, ed è presente sul mercato con svariate texture. La caratteristica che la distingue dalle altre ceramiche (oltre la resistenza fisico meccanica), sta nel fatto che dopo il processo di monocottura, le piastrelle vengono rettificate, eliminando così il problema delle fughe nella messa in opera. Concludendo, il grès attualmente è una valida alternativa alle classiche piastrelle in cotto smaltato a monocottura e bicottura.

Parquet

La scelta di una pavimentazione a parquet, non può non tener conto di quelli che possono essere i vantaggi, o gli svantaggi di un materiale nobile come il legno, indipendentemente dalla tecnica di messa in opera, dall’essenza, o dal risultato estetico.

Il legno per antonomasia, è un materiale vivo, molto sensibile agli sbalzi di temperatura ed ai tassi di umidità, presenti in un determinato ambiente. Si presta notevolmente ad una certa dilatazione o restringimento termico, durante tutto l’arco dell’anno. In relazione a ciò, è consigliabile conoscere e analizzare a priori, se l’ambiente abitativo o lavorativo, è idoneo per questo tipo di pavimentazione. Esempio: un ambiente posto al piano terra, dove durante tutto l’anno vi è una certa quantità di umidità di risalita, non si presterà certamente ad un tipo di pavimentazione a parquet ecc…

In realtà, non ci sono degli svantaggi veri e propri, nella scelta di questo tipo di pavimentazione, ma soltanto accertarsi  se l’ambiente è idoneo o no e, qualora lo fosse, avere un’attenzione e cura particolare di questo materiale nel tempo, per non far perdere all’essenza lignea, le notevoli caratteristiche estetiche che possiede. Un’ altro aspetto da non sottovalutare, è la tecnica di fissaggio al sottofondo, questo può avvenire mediante colle viniliche o bi-componenti, galleggiante o inchiodato su listoni lignei, precedentemente annegati al sottofondo. Quest’ultima tecnica di messa in opera, è la più costosa vista la particolare cura nella preparazione del sottofondo, che necessita da parte dell’operatore, di una certa esperienza. Consiste sull’utilizzo di tavole da 22 mm inchiodate ai listoni non più annegati al sottofondo come avveniva negli anni 80 – 90, bensì attaccati con colle specifiche (figg. 3-4).

Pavimentazione in parquet da tre strati                                   fig.3)

                                   fig.4)

Le tipologie di parquet, commercializzate nel settore degli interni sono vastissime e, si differenziano tra loro, per tecnica di messa in opera, per tecnica di produzione e per essenza del prodotto ligneo.

Le tipologie di parquet presenti attualmente sul mercato sono:

1) parquet prefinito multistrato – UNI EN 13489

2) parquet massiccio senza incastro – UNI EN 13227

3) parquet massiccio con incastro – UNI EN 13226

Il parquet prefinito multistrato o impiallacciato, ha la caratteristica di possedere due o tre strati lignei, a differenza di quello massiccio che ne possiede soltanto uno. Lo strato superiore, è determinato da una tipologia di legno nobile, quale ad esempio rovere, noce, olivo, teak ecc…. Gli spessori possono variare dai 6 mm ai 3,5 mm, al di sotto dei 2,5 mm è da non considerarsi parquet (figg. 5-6).

Pavimentazione in parquet a due strati                                      fig. 5)

                                     fig. 6)

Questo strato, viene attaccato su di un altro supporto ligneo, che può essere un multistrato o un lamellare. Il primo è caratterizzato dall’incrocio di più strati lignei incrociati, il secondo è a strato unico (massello). Per la loro stabilizzazione, nel multistrato viene usata la betulla europea, che evita eventuali fessurazioni tra le tavole, mentre nel lamellare, viene applicato uno strato aggiuntivo dello stesso materiale, attaccato simmetricamente tipo sandwich. La qualità dell’incollaggio, in ambedue i casi è certificata dalla norma UNI EN 314-1:2005, che assicura l’alta qualità di questi prodotti. In commercio, esiste anche un tipo di parquet prefinito in laminato, dove lo strato superiore in legno nobile, ha spessori molto ridotti (anche meno di 1 mm), attaccati ad un supporto in pvc con spessori variabili che vanno dai 6 mm ai 12 mm.

LINK UTILE PER LA CONSULTAZIONE DELLE NORME UNI: ENTE ITALIANO DI NORMAZIONE