Il legno

Il legno

IL LEGNO ED IL SUO IMPIEGO

Il legno è stato il primo materiale che, insieme alla pietra si offerse all’uomo nei primordi delle civiltà.  Il suo impiego assai più ampio nei tempi a dietro, quando più scarsa e limitata era la produzione dei metalli, trova ancora oggi un sostanziale uso nel settore artigianale ed industriale, in particolare nella costruzione di edifici di piccole e medie dimensioni, nella produzione di travature e solai, ed ancora per la realizzazione di porte, infissi e serramenti, oggetti di design, imballi commerciali ecc…

ORIGINE E CARATTERISTICA DEI LEGNAMI

Il legname si ricava dal fusto degli alberi e talvolta dai rami più grossi e dalle radici; è quindi prodotto proveniente da esseri organizzati e viventi: le piante infatti nascono, crescono e raggiungono il massimo del loro sviluppo, per poi deperire e morire. E’ facile riconoscere da un tronco reciso, i caratteri che differenziano il legno da altri materiali, noti ed impiegati nel settore costruttivo, ed in particolare dai metalli. I metalli, a differenza delle molteplici essenze lignee, possiedono una struttura omogenea dotata delle stesse proprietà pressoché in ogni punto, dove tutte le particelle che se ne potrebbero ricavare sono eguali tra loro. La stessa omogeneità non si riscontra nei legnami, dove si hanno differenze evidenti, da punto a punto.

STRUTTURA DEL TRONCO

In un tronco tagliato perpendicolarmente alla sua lunghezza si possono sommariamente distinguere:

  1. una parte centrale assai poco estesa, che è il midollo, sostanza leggera, tenera, poco sviluppata in quasi tutte le piante;
  2.  la sostanza legnosa, o legno propriamente detto, che circonda il midollo;
  3. la corteccia più o meno sviluppata, leggera, di consistenza e di natura simile al sughero, che circonda all’esterno il legno, e serve a proteggere il legno stesso da urti, da morsi di animali, dagli agenti atmosferici ecc…

Le caratteristiche del midollo non trovano spazio per applicazioni o impieghi particolari, a differenza della corteccia di alcune piante, ad esempio della “china” dove si estrae il chinino, un medicinale naturale adoperato nel XVII sec. dagli spagnoli, oppure la corteccia della quercia da sughero, molto spessa e rinnovabile nel tempo, adoperata per la produzione dei turaccioli e molti altri impieghi. Infine, fra la corteccia ed il legno si ha uno strato detto libro, in quanto si presenta, con tutta una serie di straterelli sovrapposti come pagine di un libro ed è visibile in molte piante tra cui la robinia ed il pioppo.

La parte principale del tronco, cioè la parte legnosa, ha una struttura caratteristica: si presenta con numerosi strati concentrici, sovrapposti, quasi come guaine cilindriche infilate l’una nell’altra e facilmente riconoscibili in molti legnami. Questi strati o anelli, corrispondono al processo di accrescimento delle piante, dove ogni anello equivale ad un anno di età della pianta ed è formato al suo interno da due straterelli uno formatosi in primavera l’altro in autunno.

PROPRIETA’ DEL LEGNO

Il legno ha proprietà ben diverse asseconda della tipologia di struttura che possiede, derivanti in base a come lo si considera e cioè nel senso delle fibre o trasversale (perpendicolare all’asse del tronco), a quest’ultime.

Le peculiarità principali del legno sono le seguenti:

  1. La durezza, cioè la maggiore o minore difficoltà opposta dal legno alla penetrazione di altri corpi, quali chiodi e viti. o nella lavorazione mediante l’uso di pialle, scalpelli, seghe ecc.. Inoltre la durezza varia al variare della qualità dell’essenza e della sua stagionatura, presentandosi più dura all’interno (cuore o durame) e più tenera all’esterno (alburno).
  2. Fendibilità. Il legno a causa della sua struttura stratiforme o della sovrapposizione degli anelli annuali, può spaccarsi o fendersi nel senso della lunghezza delle fibre, quando queste vengono penetrate ad esempio dalla lama di uno scalpello, da un’ascia o dallo spigolo di un cuneo.
  3. Porosità. La superficie piallata dei legnami può presentarsi più o meno porosa, assecondo del numero dei vasi presenti nell’essenza. Se il legno deve essere lucidato e verniciato, occorre chiudere a priori i pori riempendoli con apposite vernici di preparazione, carteggiando le superficie successivamente al processo di asciugatura.
  4. Elasticità. E’ la proprietà che hanno alcune essenze di di potersi piegare o incurvare, nel senso della lunghezza senza rompersi. Se la tipologia dell’essenza è elastica, tende a ritornare nella sua forma primitiva quando cessa l’azione deformante

ASPETTO E TIPOLOGIA DELLE ESSENZE

Nelle essenze destinate al mobilio ricopre grande importanza l’aspetto che essi assumono dopo il processo di lavorazione:

a) il colore varia da essenza ad essenza, pertanto, si hanno essenze bianche come l’acero, il pioppo e il tiglio; essenze giallo brune, come la quercia, il castagno, il pero ed il melo; legni rossicci come il faggio, l’ontano ed il mogano. Si hanno anche essenze intensamente colorate come l’ebano (nero), il palissandro (violetto scuro), il bosso e la robinia (giallo).

b) la venatura dipendente dagli strati è particolarmente visibile e netta in alcuni legnami, quali la quercia, il castagno, il larice, l’abete e il noce, in altri è pressoché indistinta.

c) i raggi midollari particolarmente visibili in alcune essenze, quali la quercia, il leccio ed il castagno, in altri si presentano minuti e colorati, come il faggio ed il platano.

d) la lucidità è un elemento fondamentale per il legno da mobilia e si riscontra maggiormente nei legni duri e molto resinosi. questi, dopo una semplice levigatura assumono una particolare lucentezza esaltata infine dal processo di verniciatura; lo stesso non lo si può dire per le essenze morbide, dove a causa delle fibre e della poca resina, la superficie appena levigata si presenta stopposa e di difficile lavorazione.

Le essenze si distinguono sommariamente in essenze dure ed essenze morbide. La proprietà della durezza è fondamentale per la classificazione, lavorazione e scelta delle essenze, in rapporto agli usi cui sono destinati gli elementi o oggetti costruiti. E’ chiaro, infatti, che ad una maggiore durezza corrisponde una notevole difficoltà di lavorazione, di resistenza e durata nel tempo. Si riservano i legnami più teneri, per la realizzazione di oggetti più comuni facilmente costruibili e di minor prezzo.

ESSENZE TENERE

“il pioppo”

Albero che raggiunge in altezza circa 20 m. con diametro del tronco di circa 1m. E una pianta di rapido sviluppo, specialmente se vegeta in luoghi freschi, su sponde di corsi d’acqua  ed in terreni acquitrinosi.

Degni di essere rammentati, sono il pioppo del Canadà, che possiede la corteccia bianca, grandi foglie coriacee lucenti ed è una pianta ad accrescimento rapidissimo; il pioppo nero (o pioppo cipresso), è caratteristico della pianura, alto con rami raccolti verso il fusto, è una pianta molto simile al cipresso da cui ne prende il nome; il pioppo tremolo, possiede delle foglie di colore bianco argenteo nella pagina inferiore di quest’ultime..

Il legno di pioppo è bianco gialliccio, tenero, si contorce e si infradicia facilmente, è impiegato per la realizzazione di mobili comuni, per casse da imballo, per infissi interni (porte, armadi a muro ecc…), per fiammiferi, per impalcati, per impiallacciature e legni compensati. Se ne impiegano quantità ingenti per la produzione di cellulosa, per carta e fibre tessili artificiali.

“l’ontano”

Cresce lungo i corsi d’acqua, nelle località fredde, umide e poco esposte ai raggi solari. Raggiunge i 10-15 metri di altezza , con foglie oblunghe e lucenti, di colore verde cupo, possiede una corteccia liscia e scura.

Il legno di ontano è tenero, di colore giallo rossiccio non appena tagliato, assume invece una colorazione giallo chiaro ad essiccazione ultimata. Sebbene tenero, resiste all’umidità, non si infradicia ne si contorce. E’ impiegato per la realizzazione di modelli da fonderia, per costruzioni esposte all’umidità, per palafitte, per cassette, mobili leggeri ecc…

ESSENZE DURE

” il faggio”

Il faggio è l’albero delle foreste montane da 500 a 1500 m. s.l.m., maestoso con chioma folta, rami sottili, corteccia lucente e liscia; raggiunge oltre i 20 metri di altezza e diametro del fusto di oltre un metro.

Il legno appena tagliato, è bianco roseo e si scurisce durante il processo di essiccazione raggiungendo una tinta rossiccia più o meno intensa. Gli anelli annuali, sono confusi. Si riconosce il legno di faggio dagli spicchi che sono piccoli, scuri, numerosi e sparsi uniformemente.

Il faggio è legno di largo impiego, facile da lavorare, di media durezza, non soggetto a spaccature, facile da pulire e trattare. Le sue caratteristiche lo pongono al primo posto insieme ad altre essenze, per l’impiego nel settore artigianale artistico ed industriale.

“il noce”

Il noce è un albero spontaneo originario dei boschi collinari e di bassa montagna, coltivato per i suoi frutti, lo si incontra spesso lungo le strade, fra i campi o lungo i corsi d’acqua. Raggiunge altezze di oltre 15 metri, rami e chioma poco fitta, corteccia grigiastra  e quasi liscia.

Il legno ha sfumature dal bruno chiaro al bruno scuro quasi nero, asseconda della specie, dell’età e del terreno dov’è ubicato. E’ un legno compatto poco poroso dove gli anelli annuali e le venature sono ben visibili e ne fanno la caratteristica principale di questa essenza. Si lavora con relativa facilità, si scolpisce e si tornisce senza spaccarsi, inoltre, è molto resistente al tempo ed agli insetti specialmente s’è di età avanzata.

“la quercia”

La quercia è una pianta che vegeta spontanea nei boschi di collina, ha la chioma folta e foglie caratteristiche e coriacee. La corteccia è rugosa e nera, più dura e screpolata quanto più l’albero si sviluppa in terreni poveri di acqua. Ha uno sviluppo lento ed una vita lunghissima raggiungendo altezze di circa 20 m. con diametro del tronco che supera il metro.

Il legno è duro di colore giallo brunastro con gli anelli annuali chiaramente visibili e caratteristici. Questa essenza  è notevolmente apprezzata per la durezza e resistenza all’umidità ed all’acqua.  Gli impieghi sono numerosissimi e variano in rapporto alla robustezza: travi di solai e di ponti, palafitte, botti e tini , cioè tutto ciò ch’è a contatto con l’acqua o con l’umidità. Doveroso citare infine la quercia di rovere, di farnia, il leccio, la rovere di Slavonia e la quercia di sughero.

“castagno”

Il castagno infoltisce i boschi della bassa montagna, ha chioma folta con foglie allungate e lucenti. Il tronco supera i 20 m. di altezza, con un diametro di oltre 1 m..

Il legno è di colore gialliccio, simile a quello della quercia, ma alquanto più tenero, con venature più distinte e raggi midollari meno estesi. La corteccia liscia negli esemplari più giovani, diventa rugosa e screpolata con l’accrescersi della pianta. La parte centrale del tronco s’infradicia facilmente ed il tronco stesso rimane cavo ed inutilizzabile come legname da lavoro.

Fra le essenze dure, sono da ricordare anche:

l’olmo – il platino – il frassino – il pero – il melo – l’acero – il biancospino – l’ulivo – l’erica – l’agrifoglio – il carpino – il carrubo il sorbo – il corbezzolo – il corniolo – il lauro – il laburno – il maggiociondolo 

ESSENZE RESINOSE

Numerose sono le tipologie di legname denominate resinose, dove all’interno contengono una speciale sostanza che ne impregna le fibre conosciuta come resina. La resina ha un odore aromatico particolare,  essa fuoriesce dai tagli che si praticano nella corteccia degli alberi. è infiammabile e di colore giallo bruno. Tali essenze sono anche conosciute col nome di conifere dalla conformazione dei loro frutti, pigne e stroboli.

I legni resinosi sono, in generale, resistenti all’umidità e poco soggetti a putrefare e tanto più quanto più contengono resina, tra i più conosciuti abbiamo:

“Il pino silvestre”

Lo troviamo nelle zone collinari del territorio italiano, possiede una chioma tondeggiante ed una corteccia rossiccia, raggiunge i 7-8 metri d’altezza con il diametro del tronco di circa 50 cm.. Le foglie sono sottili ed a forma di aghi, il legno è tenero e rossiccio con anelli molto visibili.

Fra le altre specie di pino crescenti in Italia troviamo: il pino marittimo, il pino domestico o pino da pinoli, il pino calabrese o pino loricato, il pino silano ed il pino nero originario delle Alpi orientali.

I legni sono impiegati  per costruzioni edilizie, travature, tavolame, per costruzioni navali, porte finestre ecc…

“l’abete” 

La chioma ha forma conica caratteristica di questa essenza e dei larici; i rami si estendono orizzontalmente e tendenti verso il basso agevolando così la caduta della neve. Le foglie sono scure, persistenti, sottili strette ed allungate.

Il legno di abete serve per costruzioni comuni, quali mobili, porte e finestre, dove spesso viene rivestito con una foglietta di legno più pregiato, tecnica conosciuta come impiallacciatura. Viene utilizzato anche per la produzione di casse da imballo, impalcature, casseforme nel settore delle costruzioni ecc…

“il larice”

E’ un albero affine all’abete, raggiunge le altezze maggiori nelle zone montanare anche oltre i 2500 m.. Ha foglie cadute e sottili come aghi, il che lo distingue dall’abete.

Il legno è rossiccio e ricco di resina, viene adoperato per la produzione di pali da sostegno alla linea elettrica, travature di tetti, soffitte e per tutte le costruzioni dove necessita un legname a basso costo.

Fra le essenze resinose, sono da ricordare anche:

“il cipresso” – “i ginepri” – “il tasso” – “il cirmolo” 

ESSENZE ESOTICHE E PREZIOSE

Nelle regioni tropicali (foreste dell’Africa, dell’Asia equatoriale, nelle isole della regione equatoriale dell’America Centrale e del Brasile), ricche di acqua, o dove le piogge sono abbondanti, si ha una intensa produzione di legname, favorita anche dalla scarsa popolazione che ne fa un consumo relativamente piccolo.

Detti legnami, sono denominati legni esotici o preziosi, sia per la loro origine che per le loro particolari proprietà, inerenti all’aspetto, al colore, alla durezza ed alle venature. Le specie sono numerosissime, tra le più importanti troviamo:

“il mogano”

Essenza proveniente dalle Antille, è di colore rosso più o meno intenso, con venature nette e fibre come la seta.

Il legno è impiegato per la produzione di mobili, cassette per apparecchiature scientifiche ecc… Con la denominazione di mogano, fanno riferimento anche altre tipologie di legname di essenza diversa, ma simile al precedente, originari dell’Africa equatoriale e dalla Costa d’Oro (mogano africano), altri dall’Asia orientale e dall’ Himalaya (mogano del Giappone).

“l’ebano”

Il nome deriva dall’ebraico eben che significa simile alla pietra,  nel senso che il legno di ebano è duro come la pietra. Ve ne sono varie specie, ma quello di miglior qualità pur essendo più fragile è l’ebano indiano. Caratteristico per il suo colore nero o bruno con venature anch’esse di eguale colore. Fra le altre specie troviamo l’ebano bianco delle Filippine, l’ebano rosso proveniente dall’isola Mauritius ed una varietà di ebano verde.

Fra le altre specie troviamo il:

“cedro del Libano” – “cedro rosso della Virginia” – “pino giallo” – “eucalipti” – “noce d’America” – “casuarina australiana” – “legno rosa” – “palissandro” – “legno sandalo” – “legno della canfora” – “legno di guaiaco” – “legno teak”.

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